venerdì, 02 maggio 2008
c'è una questione che mi rende parecchio perplessa in questi giorni, ed è parecchio delicata: riguarda l'annunciato boicottaggio alla fiera del libro di torino dedicata quest'anno ad israele. non sono ancora riuscita a farmi un'idea precisa in proposito, ma non sono favorevole, in linea di massima, al boicottaggio. si parla di libri, di letteratura, di cultura alla fiera del libro e non dovrebbe essere presa a pretesto e strumentalizzata per propagandare posizioni politiche. in più è vero che molti autorevoli scrittori israeliani sono critici con la politica dello stato di israele. trovo anche poco comprensibile che intellettuali, come Vattimo, fomentino il fuoco della rabbia tra israeliani e palestinesi, invece di placare gli animi, che sarebbe una condizione preliminare necessaria per discutere di una qualisasi soluzione ragionevole. come se non fossero consapevoli abbastanza del loro ruolo. insomma, mi chedo quando sia proficuo andare in tv a dire che gli israeliani sterminano i palestinesi o gli arabi israeliani, facendo una pericolosa anlogia con quello che è stato l'olocausto. lo trovo proprio fuori luogo e inutile, inutile per gli stessi palestinesi. quello che stride però, lo devo ammettere, è la decisione di dedicare ad israele la fiera del libro in concomitanza alle celebrazioni dei 60 anni di vita dello stato di israele. questa decisione mi pare anch'essa su una linea di confine molto ambigua tra omaggio alla cultura e possibile strumentalizzazione politica. Insomma, avrei preferito che fosse stato scelto un anno diverso da questo. perchè mi urta la parola "celebrazione", quando a mio avviso c'è molto poco da celebrare. non sono assolutamente contraria nè metto in dubbio l'esistenza dello stato di israele. però, a come stanno le cose oggi, tutto ci sarebbe da fare fuorchè una celebrazione: rimandiamo la celebrazione a quando sarà trovata la soluzione del conflitto arabo israeliano, a quando israele si sarà ritirata dai territori occuppati. a quando due popoli potranno dire con fierezza di abitare uno stesso territorio rispettandosi e rispettando se stessi e la propria storia. - mio modesto parere.
postato da: Mafalduzza alle ore 09:31 | Permalink | commenti
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