venerdì, 09 maggio 2008
che amarezza la trasmissione di santoro sulla peggio gioventù -che per l'occorrenza ha riesumato anche Assunta. - mi ci poteva mettere un servizietto, dico...anche solo 2 minuti...per farci VEDERE che non ci sta solo la peggio gioventù. quella dei provini a veline e grande fratello. quella dei picchiatori, dei palestrati, degli impasticcati, dei cannati, dei cocainomani, del vivo sempre a casa con mammà, del vado dall'estetista più volte in un mese di Mafalduzza in tutta la vita. forse non l'hanno fatta vedere perchè non esiste? io infatti mi sono sentita una vecchia. e sono anche stata contenta di non essere fidanzata ( che non è a ben vedere per l'occasione, ma una mia costante consapevolezza- forse l'unica certezza nella mia vita) e di non prospettare figli, questi sconosciuti. che amarezza.
mercoledì, 07 maggio 2008
passiamo all'attualità. vorrei porre un felice interrogativo a tutti i mei lettori. parliamo di avvocati. quello che fa imbufalire Mafalduzza è che non esiste un codice deontologico per gli avvocati. ora io spesso ragiono, anche se può sembrare strano. perchè - mi chiedo - se in una causa di divorzio per esempio, la moglie è una iena, l'avvocato non cerca di farla ragionare e giungere ad un accordo ragionevole, specie se ci sono dei bambini? oppure, per esempio nei casi di cronaca nera, mi chiedo se è giusto che l'avvocato difenda ad oltranza e in modo cieco a qualsiasi altra cosa il suo assistito. Prendiamo il caso di quel ragazzo morto di botte perchè ha rifiutato la sigaretta. ma ci sarà un cavolo di codice deontologico che trattiene un avvocato dal fare affermazioni come "nessun colpo è mortale e non ci sono lesioni che dimostrino accanimento"? ci sarà un confine tra il diritto ad essere difeso e il modo con cui è lecito difendere? per esempio, se un ragazzo prende un fracco di botte perchè rifiuta una sigaretta, l'accanimento penso che a rigor di logica non si dovrebbe ricavare tanto dall'autopsia che ci dice quanti pugni e calci ha preso e quanto forti più o meno. ma sta nell'atto in sè. altrimenti cosa li facciamo a fare sti processi? prendiamo quell'altro caso: i coniugi di erba. ma mi può un difensore dire che l'unico sopravvisuto ha subito un trauma così forte che quello che dice non sta nè in cielo nè in terra, smontando del tutto l'accusa - parafrasando, chiaramente. cioè un avvocato dovrebbe accettare un codice deontologico (che non mi sembra tanto lontano dal buon senso) per cui il diritto di difesa non può annullare il diritto della vittima che, sebbene morta, dovrebbe anch'essa vedersi riconosciuto un giusto processo. e in più non ha più voce per intervenire. è l'elemento più debole in assoluto. purtroppo non ho amici avvocati e quindi non posso domandare se l'avvocato deve difendere come un carro armato il suo assistito, senza scrupoli. poi è il giudice a decidere.
mercoledì, 07 maggio 2008
e poi so' insofferente...ero insofferente per il tizio che si è presentato senza gelato (vabbè... non ne facciamo una tragedia), anche se mi sono messa a ridere quando una mia amica mi ha detto che io non ho capito che intenzioni aveva...il che aggrava di gran lunga la sua posizione, perchè pensa che io mi possa concedere così..senza un pachetto di fonzie in cambio, per esempio. che modi. ero pure insofferente con il mio amato pittore sabato, che ha cominciato a criticarmi perchè non conoscevo un fumettista così importante che ora manco più il nome mi ricordo...tiè. per pareggiare gli ho domandato se conosceva pareyson e ha detto di no.
mercoledì, 07 maggio 2008
in questi giorni sto un po' scocciata..tra le altre cose perchè mia madre insisteva e insisteva perchè facessi domanda per un posto di bibliotecaria a cuneo...no, dico, con tutto il rispetto per i bibliotecari e per il lavoro fisso...ma dopo 5 anni che sto qui come il limone sulle cozze, come si dice, dovrei "studiare" "prepararmi" per andare a vivere a cuneo? boh. in più oggi mi hanno mandato a sentire una conferenza alquanto noiosa, mentre io ad occhi aperti sognavo di scrivere un pezzone sulla fiera del libro di torino e la questione palestinese..non mi ritrovo alla fine della mattinata,mentre il mio piccolo stomaco reclamava già il pasto - che cmq in questi mesi ho raggiunto il mio massimo storico di peso di 50 kg - a sentire un intervento sulle indennità previdenziali per gli agricoltori albanesi?? sarà il mio dahrma, per aver pensato che un posto da bibliotecaria cuneo potesse essere un po' noioso? non so se è dahrma il termine giusto..anche se ho chiesto spiegazioni, 'na volta. no, dico...va bè, che io mi appassiono a tutto..ma ci sta un limite.
martedì, 06 maggio 2008
ma come diavolo gli è venuto in mente al sig. Fini, nuovo presidente della camera...di farci tutto il bel discorsino sul relativismo sulla famiglia i valori e via dicendo e poi accomodarsi a porta a porta per dire queste fregnacce su "è più grave..." non voglio ripetere ragionamenti (parola grossa) sragionanti.
stavo cmq pensando se fosse possibile fare una class action contro l'abusivismo a roma e domandare le ruspe. mo' mi ingegno in qualche modo.
lunedì, 05 maggio 2008
dopo aver visto il cacciatore di aquiloni ho deciso per un po' di non essere così tanto arrabbiata con l'America di come lo sono stata dopo aver letto l'occidente diviso. sabato sera è venuto a trovarmi il mio amico pittore (per gli amici). forse ex pittore. cmq per me rimane sempre pittore perchè fa più boehmien. ha detto che il blog non gli piace, perchè ironizzo su tutto. allora, non ho capito cosa dovrei fare, su un blog. cmq ho dormito poco e mi sono intristita.
sabato, 03 maggio 2008
amici! in questo periodo frizzo di idee - piuttosto pazze e sgangherate, come al solito - e non so perchè...forse perchè mi sforzo di uscire un po' di più...forse perchè ho cercato di intrattenere il mio padrone di casa fascista in occasione della cena del suo compleanno con commenti sagaci - sagacissimi - sulla puntata di porta a porta dedicata a garibaldi (suo eroe personale)...forse perchè i pazzi escono a primavera...in ogni caso ho fatto una cosa vermamente tremenda che, per farvi fare due risate, vi confesserò. che ho fatto? ebbene, ho invitato Roberto Saviano a cena. cioè..non proprio lui sapete...perchè per via del business o della camorra non so...non ci sta il suo indirizzo sull'internèt, allora ho invitato lo "staff". così, le solite cose...insomma, dicendo che sono un'ammiratrice (beh..è vero, eh?) che se passava da roma potevo cucinargli delle specialità piemontesi tipo i peperoni con la bagna cauda anche in piena estate...e robe così. perchè voglio proprio vedere se un tipo a modo come Saviano, se viene a cena, non mi porta un vasetto di gelato. voglio proprio vedere se poi, dopo cena, mi si sdraia modello pelle di ghepardo sul lettuccio. voglio fare un esperimento. giornalistico, diciamo. l'unico problema è che, se viene con la scorta, non ho abbastanza sedie nella mia cucina per ospitarli tutti, temo.
venerdì, 02 maggio 2008
Mafalduzza si indispettisce parecchio di fronte alla questione - tirata fuori, per la verità sempre più spesso dagli uomini - della cosiddetta "parità dei sessi". perchè Mafalduzza è fondamentalmente contraria a codesta partità se essa significa: che puoi venire a casa mia a pranzo e mangiare questo mondo e quell'altro senza portare un vasetto, pure piccolo, di gelato. o un fiore - non dico un bel mazzo di tulipani che rivelerebbe il tuo intensissimo amore per Mafalduzza e di cui lei si potrebbe certamente spaventare ricordando che a un certo punto (non si sa quale) ti dovrà liquidare con la frase di mina "il nostro amore appena nato - guarda un po'- è già finito"- che, cmq anche se ci rimani male è pur sempre una frase di mina e non un sms - anche un fiore rubato al cimitero, basta che non sia un crisantemo. viola. oppure che dopo pranzo ti puoi spaparanzare come un gran visir sul lettone di Mafaduzza guardando la tv mentre lei lava i piatti e restare inerme, senza idee brillanti nè battute sagaci fino a che la tua Mafalduzza, tramortita dalla noia si addormenterà vicino a te nel suo cantuccio. cercando di mantenere una distanza di sicurezza dalla tua noia di uomo "paro" alle donne.
venerdì, 02 maggio 2008
c'è una questione che mi rende parecchio perplessa in questi giorni, ed è parecchio delicata: riguarda l'annunciato boicottaggio alla fiera del libro di torino dedicata quest'anno ad israele. non sono ancora riuscita a farmi un'idea precisa in proposito, ma non sono favorevole, in linea di massima, al boicottaggio. si parla di libri, di letteratura, di cultura alla fiera del libro e non dovrebbe essere presa a pretesto e strumentalizzata per propagandare posizioni politiche. in più è vero che molti autorevoli scrittori israeliani sono critici con la politica dello stato di israele. trovo anche poco comprensibile che intellettuali, come Vattimo, fomentino il fuoco della rabbia tra israeliani e palestinesi, invece di placare gli animi, che sarebbe una condizione preliminare necessaria per discutere di una qualisasi soluzione ragionevole. come se non fossero consapevoli abbastanza del loro ruolo. insomma, mi chedo quando sia proficuo andare in tv a dire che gli israeliani sterminano i palestinesi o gli arabi israeliani, facendo una pericolosa anlogia con quello che è stato l'olocausto. lo trovo proprio fuori luogo e inutile, inutile per gli stessi palestinesi. quello che stride però, lo devo ammettere, è la decisione di dedicare ad israele la fiera del libro in concomitanza alle celebrazioni dei 60 anni di vita dello stato di israele. questa decisione mi pare anch'essa su una linea di confine molto ambigua tra omaggio alla cultura e possibile strumentalizzazione politica. Insomma, avrei preferito che fosse stato scelto un anno diverso da questo. perchè mi urta la parola "celebrazione", quando a mio avviso c'è molto poco da celebrare. non sono assolutamente contraria nè metto in dubbio l'esistenza dello stato di israele. però, a come stanno le cose oggi, tutto ci sarebbe da fare fuorchè una celebrazione: rimandiamo la celebrazione a quando sarà trovata la soluzione del conflitto arabo israeliano, a quando israele si sarà ritirata dai territori occuppati. a quando due popoli potranno dire con fierezza di abitare uno stesso territorio rispettandosi e rispettando se stessi e la propria storia. - mio modesto parere.